La Pazienza ha un limite, Pazienza a Bologna no

La Pazienza ha un limite, Pazienza a Bologna noUn intricato nodo di ingenuità, sentimenti e valori contrastanti. Compagni, Fasci, semplici studenti, cittadini, pensionati, tutti insieme in un micro-mondo che si è cristallizzato: raccontarne le sfumature e le contraddizioni di quegli anni è un ragazzo dal talento sconfinato, scomparso prematuramente, che abitava proprio qui vicino all’Hotel Maggiore.

Andrea Pazienza è il creatore di Pentothal è protagonista di un documentario sugli scontri. Racconta di Zanardi, Colasanti e Petrillo che sono i più classici dei regaz del quartiere. Di Pertini, che dissacra un mito con l’affetto di chi lo vuol rendere ancora più grande.

Nel coro di Bologna, non puoi non distinguere la voce Andrea Pazienza, a tratti sguaiata, sempre magnetica.

L’immediato impulso creativo ed emotivo si fissa sulle strisce di un racconto cristallino di un tempo. Andrea Pazienza a Bologna è questo, Paz (con questo nomignolo è ricordato Andrea Pazienza a Bologna) è la Bologna del ’77. Le Straordinarie avventure di Pentothal raccontano dei sogni rivoluzionari di un’intera generazione, la Bologna di Radio Alice sgomberata in diretta, echeggiano le grida delle riunioni studentesche.

Per Pazienza fare fumetti era un atto istintivo logico ovvio. Era nato a San Benedetto del Tronto il 23 maggio del 1956, l’infanzia trascorsa tra San Severo e Pescara e poi, dritto fino a Bologna. Il Dams è il punto di non ritorno per la sua formazione umana e artistica. Diventa il reporter a fumetti della Bologna degli scontri, delle sue contraddizioni, della fiamma dell’ideologia rossa.

Al numero 223 di via Emilia Ponente, in una palazzina rosso mattone con le persiane verdi, viveva Pazienza a Bologna. A pochi passi dall’Hotel Maggiore, Paz ha disegnato per dieci anni gran parte delle sue avventure. Dai Fumetti ai manifesti cinematografici voluti da Fellini.

La vita di Andrea Pazienza a Bologna si scandisce tra il bar “Cirenaica” e l’appartamento di via Clavature trasformato in un laboratorio creativo battezzato con il nome di Traum Fabrik sono nate le sue più brillanti invenzioni editoriali. Poi tra le trattorie Trebbi e il Moretto, l’itinerario bolognese per ricordare Andrea Pazienza non può tralasciare il ricordo a Francesca Alinovi che lo scelse per una mostra nella città universitaria. La fauna universitaria è l’humus in cui germoglia un nuovo linguaggio in bilico tra bolognese pugliese. Proprio dalla sinergia tra Pazienza e il mondo universitario di Bologna nasce la rivista underground “Cannibale” realizzata insieme a Tatino Liberatore e Filippo Scozzari. Paz, Apaz, Andrenza, Spaz (i nomi si moltiplicano) nell’81 raggiunge la popolarità e continua a frantumare la società con cinismo e con un tratto disegnativo sbandato come l’epoca che racconta. Un piccolo segmento di storia italiana resta incastrato tra i bianchi e neri guizzanti, tra le ombre e le line di una bibliografia indimenticabile.

Se intendi visitare Bologna ripercorrere le stesse strade che hai letto e consumato sui fogli dell’epopea di Penthotal fa un salto su questa raccolta della Biblioteca Sala Borsa.

http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/bolognadeifumetti/indiceautori.php?ID=553

Con un po’ di amaro in bocca puoi ricordare tempi che non sono più, e un artista che è mancato troppo presto, Andrea Pazienza e la Bologna del 77.

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